Se vi è mai capitato di leggere articoli che riguardano la passione e la sua durata all’interno della coppia, vi sarete resi conto che le maggiori testimonianze e anche gli esperti dicono che essa non dura molto: secondo gli studi scientifici si esaurisce entro un anno o al massimo un paio d’anni! In pratica “La reazione chimica che si produce nel cervello durante l’ innamoramento si affievolisce con il trascorrere dei mesi, scomparendo del tutto entro un anno”. Secondo questa indagine poi la prospettiva sarebbe davvero desolante: una vita di coppia fatta di rassegnazione, senza più alcuna passione, ma caratterizzata da un rapporto modalità timbrare il cartellino. Insomma gli studi scientifici, a quanto pare, confermerebbero con certezza che la passione dura poco, che dopo un po’ la tempesta chimica di ossitocina o qualsivoglia elemento chimico dell’amore si affievolirebbe e buonanotte al secchio! Al massimo rimarrebbe un’intesa affettuosa, una simpatica accettazione o roba simile.

Ovviamente non sono d’accordo!

Non voglio certo mettere in dubbio gli scienziati, ma semplicemente quello che hanno studiato loro non era Vero Amore! L’innamoramento, in effetti, non dura tanto, hanno pienamente ragione! Ma l’amore vero no! Il Vero Amore, per sua definizione, non solo dura nel tempo, ma è anche passionale!

Il nocciolo della questione, la soluzione al busillis, è il seguente:

ESISTONO DIVERSI TIPI DI AMORE

MA SOLO UNO È VERO AMORE

Se avete già letto altri nostri articoli, saprete che io e Sharazad abbiamo un’idea piuttosto intransigente sull’Amore & passione, ossia siamo convinte che non possa esistere l’uno (l’Amore) senza l’altra (la passione), mentre può tranquillamente esserci sesso senza amore (come scrissi in questo post). L’Amore senza sesso invece non esiste semplicemente perché non è Amore! Vi ricordate quando all’inizio abbiamo fatto la distinzione tra amore con la a minuscola e Amore con la A maiuscola? Ecco, l’amore senza passione non è un Vero Amore, ma solo una tipologia minore di esso, come spiegato egregiamente dalla teoria triangolare di Sternberg. In pratica l’amore si comporrebbe di tre parti: INTIMITÀ – PASSIONE – IMPEGNO. A seconda della composizione di queste tre parti, ci si trova di fronte a diversi tipi d’amore: ad esempio, se nella coppia è presente solo la passione si tratta di infatuazione; se ci sono passione e intimità è amore romantico, ecc…

 

teoria triangolare dell'amore di sternberg

 

Le tre forme di amore senza passione sono: l’amore vuoto (solo impegno), il sodalizio d’amore (intimità+impegno) o la simpatia (intimità). Nell’ultimo caso, io non la considero nemmeno amore ma appunto sono due amici o due persone che stanno insieme perché non hanno niente di meglio da fare! L’amore vuoto invece è quello che più mi dà da pensare, perché fin troppe volte ho visto – tra amici e conoscenti – questi casi! Ovvero persone che stanno insieme solo perché devono farlo! Non solo è svanita la passione, ma persino l’intimità! Non condividono nulla, non hanno nulla in comune, ma stanno insieme solo perché “glielo ha ordinato il dottore”! Cioè perché non devono deludere la società, la famiglia, le apparenze… Stanno insieme per gli altri, anziché per sé stessi. Ma allora la domanda è: stai cercando il vero amore o una sistemazione? Vuoi contrarre il matrimonio per poter avere lo status sociale di sposata, per potertene vantare con le amiche? Ti svelo una notizia bomba: non siamo più nell’800! Ci si può realizzare anche in altri modi! Sai quante coppie stanno insieme perché sì, per i figli, o per l’affitto/spese/casa in condivisone o semplicemente per pigrizia? Ormai hanno fatto un patto, si sono prese un impegno e ci devono stare! Manco avessero firmato un contratto col diavolo! Nei casi più gravi hanno solo questo in comune: il progetto, la missione di stare insieme a tutti i costi (a vuoto), senza aver e aver MAI avuto nulla da spartire (ma magari erano troppo giovani e ingenui per saperlo); negli altri casi c’è almeno un minimo di intimità, di sensibilità comune, di affetto (sodalizio d’amore): vuol dire che almeno avevano qualcosa in comune all’inizio, ma non erano abbastanza maturi da coltivarlo e quindi piano piano è svanito, oppure già all’inizio non c’era abbastanza feeling sessuale, era una coppia affettuosa, con buoni propositi ma mancava di energia sessuale, di feeling erotico e anche qui, per un’incomprensione di valori, hanno frainteso questa loro reciproca benevolenza e affetto con l’amore, unito alle buone intenzioni di crearsi una famiglia, di avere un futuro stabile… insomma erano entrambi affetti dalla sindrome del bravo/a ragazzo/a.

Al giorno d’oggi – per fortuna! – forse si è meno propensi ad accettare situazioni di questo tipo; alcuni pensano che sia un male perché la gente vuole tutto e subito, vuole la pappa pronta e non è più disposta a lottare. Ma io non credo proprio sia così. Per me invece è un segno positivo: non è che prima le persone stavano insieme perché erano più brave a risolvere i conflitti all’interno della coppia, erano semplicemente più rassegnate!  Vuol dire che quando si sposavano, erano consapevoli che se lo dovevano tenere (!) in ogni caso. Non avevano molte alternative. Quindi non è che stavano insieme perché erano più felici, ma perché non potevano fare altrimenti! E bisogna rendersi conto che ciò non ha nulla di invidiabile! Altro che bei vecchi tempi andati… Ma lasciamoli andare! Al giorno d’oggi invece le persone, se non sono felici in un rapporto, hanno – giustamente! – il desiderio (e anche il diritto!) di ricominciare da capo, di avere un’altra opportunità. Ma bisogna essere pronti a coglierla, sennò si finirà per rifare gli stessi errori.

L’amore vuoto e l’amore-amicizia (o sodalizio d’amore) sono le due tipologie di amore senza passione! Come dicevo all’inizio, purtroppo anche la scienza dà man forte ad accreditare l’ideologia che purtroppo l’amore è così e non ci si può fare nulla, ovvero la passione dopo un po’ svanisce e ci si deve accontentare. Bisogna farsene una ragione! Ma io e Sharazad non siamo d’accordo. Soprattutto io, con una relazione di più di 30 anni alle spalle, e una passione coinvolgente e vitale come il primo giorno, non ci sto. Dico che non è vero. E la psicologia mi dà ragione. Mi dà ragione Sternberg quando dice che l‘AMORE PERFETTO si compone di intimità+passione+impegno. Semplicemente quando vediamo che la passione svanisce era perché non si era di fronte a questo tipo di amore! Era solo un’infatuazione che dopo un po’ è scemata, oppure coppie che fin dall’inizio non hanno mai avuto grande passione perché stavano insieme solo per fattori emotivi, o una coppia romantica, non unita da un forte progetto comune!

Tornando alla domanda iniziale: la passione finisce dopo qualche anno?

NO!

Se è Vero Amore, no!

Sennò non eravate di fronte a un amore vero ma a un’altra delle 6 casistiche enunciate da Sternberg! Sternberg dice: “L’Amore Vero (che lui chiama Vissuto) si verifica raramente”, io e Sharazad diciamo: “Ciò è vero, ma solo perché le persone non sono pronte! Non sono abbastanza mature, evolute, per un rapporto del genere”. Non è questione di sfiga, è questione di crescita personale, di capacità relazionali.  Ed è proprio ciò che scoprirete a mano a mano in questo sito: come lavorare su voi stessi per diventare persone degne di Vero Amore, perché l’Amore Vero non si trova sotto un albero, ma bisogna meritarselo!

La gente pensa che sia impossibile vivere l’Amore Perfetto perché alla maggior parte delle persone non succede di trovarlo. E allora io vi chiedo: la maggior parte delle persone è in grado di disputare gare agonistiche? La maggior parte di voi è capace a fare una rovesciata su una trave? No? Allora dovrei dedurre che è impossibile. Ma sappiamo che non è così. La maggior parte di noi non è in grado di fare le cose in cui non si impegna abbastanza, o che addirittura non ha mai fatto in vita sua o che nessuno gli ha mai insegnato come fare! È questo il concetto che vogliamo divulgare su questo blog: molte persone non trovano il vero amore perché non sanno come fare, non sono in grado, nessuno hai mai mostrato loro il COME! Perché ricordatevi che l’Amore, è vero che non è per tutti, ma non è una questione di fortuna o sfortuna, il fatto è che bisogna esserne all’altezza! Bisogna essere maturi ed evoluti per due motivi: per incontrare persone altrettanto mature, altrimenti incontrerete solo degli irresponsabili, superficiali o stupidotti; per saper gestire i problemi e le avversità nel modo giusto. Confermo che l’amore non sia idilliaco, non sia sempre tutto rose e fiori, ma non significa che non ci sia passione, non significa che ci si accontenti di un’amicizia o di un amore vuoto, non significa vivere una vita rassegnata. Significa saper affrontare le asperità della vita col giusto grado di maturità, consapevolezza, propositività e ottimismo.

 

Cosa ne pensi di quello che ho appena detto? Sei d’accordo? Hai qualche perplessità? Fammelo sapere nei commenti qui sotto! Oppure scrivimi in privato a: monica@mille-una-notte.com

È già da qualche giorno che ho letto questa notizia ma non sono riuscita finora a scrivere l’articolo dedicato che volevo perché sono impegnata nell’altro progettino di cui vi ho accennato due settimane fa: la guida gratuita per trovare il Vero Amore. Quindi abbiate pazienza con me: sto lavorando per voi! 🙂

Tornando alla notizia linkata sopra, in pratica la ragazza protagonista di questa orribile storia è Sophie, un’inglese che in vacanza a Barcellona conosce un certo Jessie, un olandese anche lui in vacanza. (E poi ci dicono che solo gli italiani sono maschilisti e arretrati, mentre i nordici sono così “a modo”, evoluti, “civili“- citando Checco Zalone in Quo Vado?) Fatto sta che i due finiscono e letto e mesi dopo lei va ad Amsterdam per incontrarlo e lui, come calorosa accoglienza, le manda un messaggio con scritto: “You were pigged!”. Sei stata maialata, alla lettera, che in italiano ovviamente non ha alcun senso. Il modo di dire nasce da uno spassosissimo gioco di ultima moda denominato “Pull a pig”: in pratica un gruppo di ragazzi si diverte ad abbordare una ragazza grassa e brutta, fingendo di corteggiarla, il tutto per deriderla e prenderla in giro. Ma che buontemponi! Questo sì che è divertimento sano e genuino! A parte la disgustosa meschinità e la pochezza di chi si diverte con scherzi del genere, (che non sono affatto innocui – ci terrei a ribadirlo –  ma possono, oltre che umiliare pesantemente la vittima, anche lasciare cicatrici indelebili, possono creare traumi pesanti e colpi devastanti all’autostima) sono esseri inutili che non hanno di meglio da fare nella vita e non si rendono cinto di quanto sia bella e di quante cose fantastiche e produttive si possano fare, dubito che creeranno mai qualcosa di utile nella loro esistenza. In pratica consumano un sacco di ossigeno prezioso.

Innanzitutto, complimenti alla ragazza che ha denunciato! Non è per nulla facile avere la forza per fare una cosa del genere, dire davanti a tutti di essere stata presa in giro e umiliata in quel modo. Ci vuole una certa forza d’animo e coraggio (quello che i vili che fanno questi odiosi “scherzetti” non hanno affatto!). A quanto pare, la ragazza in questione non era così vulnerabile come pensavano quei furbastri di Jessie & Company. Ora il povero Jessie si lamenta che questa storia gli sta rovinando la vita! Oh mio Dio, poverino! Pensa un po’, caro Jessie, a quante vite avresti potuto rovinare tu se invece Sophie non fosse stata così forte? E fosse magari caduta in depressione o cose simili… Be’, sai che ti dico? Se sei colpevole, ti sta bene! A quanto pare il Karma esiste. È il minimo che ti possa succedere, prima o poi dovevi imparare che ogni azione ha delle  conseguenze.

Ma la prima riflessione che mi è venuta in mente e voglio condividere con voi perché trovo estremamente costruttiva, è la seguente: come mai una ragazza è disposta ad andare così lontano per un ragazzo che non conosce nemmeno? 

Ha avuto solo una storia di una notte  poco più, poi non si sono visti per mesi, forse sentiti via SMS, ok, ma… Quanto sapeva realmente di lui? Quanto poco si conoscevano? Come fa ad esserle “partita la brocca” per un semi-sconosciuto?

In realtà io ormai vedo solo il ripetersi di film già visti, dinamiche che, nelle loro varianti, sono sempre uguali, ripetono uno schema già visto.

Ormai vedo schemi, schemi ovunque!

Però è vero, quando entri in un’ottica di pensiero, cose che prima non notavi o ti sembravano scontate, ora cominci a vederle sotto una luce diversa, le inquadri per ciò che realmente sono, riesci a intravedere le trame sottostanti, intuisci le vere motivazioni, emozioni e sentimenti che si celano dietro.

Ora vi svelerò il meccanismo sottostante, di cui spesso anche chi lo mette in pratica non è consapevole. Inconsciamente, a istinto, il carnefice fiuta subito la vittima ideale, anche se non sa bene dire il perché. Di primo acchito potremmo pensare che la motivazione che lo spinge a farlo sia solo una questione di bellezza: quelle belle se la tirano e non ti considerano, non ti danno ciocco, quelle brutte sono facilmente abbordabili e suggestionabili. La bella dice di no perché ha tanta scelta, sa che può avere di meglio e quindi sceglie il meglio; la brutta invece è più di bocca buona perché ne ha poca, quindi chiunque le sembrerà un ragazzo carino.

Sì e no.

Questo è parzialmente vero, ma è solo una spiegazione superficiale.

In realtà sono dinamiche che si annidano più in profondità, nell’autostima.

La differenza tra i due tipi di ragazza è invece la maggior vulnerabilità, l’ingenuità dovuta all’inesperienza che ti rendono maggiormente manipolabile.

Il primo pensiero che scatta è: “WOWWOW! Un ragazzo che ci prova con me, finalmente! Uno che mi trova carina!” Invece di pensare:  “ok, questo ragazzo è interessato, ma a me interessa? Mi piace davvero, io lo avrei mai cercata? È carino, ok, ma oltre a questo? Davvero voglio prendermi la briga di correre dietro a uno che sta in Olanda? Come diavolo posso mandare avanti una storia del genere?”

Vi sembra troppo razionale? Ma infatti lo è! Per quello nella mia guida “Come conquistare l’uomo giusto per te” ti spiegherò come usare la razionalità e la lucidità sia fondamentale per trovare l’Amore!

L’avventura di una notte ci poteva stare, ma il resto non ha senso.

Ora purtroppo non ci è dato di sapere se lui ha continuato a oliare il meccanismo, mandandole continui messaggi d’amore e spergiurandole il suo amore eterno, o lei ha fatto tutto da sola e si è fatta un film mai visto senza alcun presupposto. Conta poco al fine della mia analisi perché queste cose succedono continuamente: donne che creano imperi, storie d’amore epiche sul nulla, solo fantasticando su uomini che hanno visto una volta e – come in questo caso – con cui si sentono a distanza. Questa poi è la pecca del nostro secolo. Gli amori a distanza, da chat. Scrivono messaggi smielati, magari non si sono mai visti neanche una volta dal vivo, e niente loro partono con gli inviti per il matrimonio.

Ma tutto ciò a cosa è dovuto? Come mai si attivano certi modus operandi tipici delle donne?

Innanzitutto, una delle motivazioni principali è il troppo valore che la società dà alla bellezza. Come ho già spiegato dettagliatamente in questo articolo sulla bellezza, e anche in quest’altro sulla maternità, per le donne essere belle non è solo una questione di vanità, ma proprio di valore a loro riconosciuto. Se sei bella, vali! Sei importante, sei qualcuno.

Ma oltre alla società, c’è un sentire, un modo di pensare tipico delle donne, ovvero la convinzione di non essere nessuno se non si ha un uomo, sentirsi donna a metà, poco realizzata. Ora avere un compagno è un sentimento giusto e legittimo, ma non a qualsiasi costo. Non chiunque. Non quello che ci fa andare in fibrillazione ma che ci tratta di merda! O che esiste solo nella nostra testa. Per carità! Non deve essere un’ossessione.

E soprattutto, alla base c’è l’assunto che il nostro valore dipenda dal valore che ci dà un uomo. Se piaciamo a tanti uomini valiamo, se un uomo è interessato a noi, allora vuol dire che siamo interessanti.

NO!

Noi valiamo a prescindere!

Quello che ripeterò fino alla nausea in questo blog: non è la quantità che conta, ma la qualità. Non importa piacere a tanti, ma a chi ci piace; non a chiunque, ma a chi ci merita, chi è un uomo di valore. Scusa ma che cavolo me ne faccio di piacere a uno che so che è un coglione?! Ma morisse!

E poi c’è l’evoluzione di questo delizioso scherzo: ci sono quelli che arrivano a portarsi a letto una che per loro è brutta, per poi sussurrarle – nel mentre del rapporto sessuale – frasi umilianti, tipo: “Sei un cesso, sei una cicciona” o robe simili. Ma che razza di sfigato sei?! E tu, ragazza, dovresti offenderti per uno così?! Ma a uno così è da ridergli in faccia! “Io sarò anche brutta, ma tu pensa che razza di coglione sei che vai a letto con una che non ti piace; devi essere proprio un fallito oltre che uno sfigato cronico!”

Per favore, non sprecate tempo con certe nullità, avete una persona più importante a cui dovete portare rispetto, di cui dovete prendervi cura, di cui vi dovete preoccupare e che vi deve stare davvero a cuore ciò che fa e che pensa: … voi stesse!

 

 

Qualche giorno fa su un gruppo Facebook che frequento è uscita un’annosa questione. Stava girando un video scherzoso su come una donna deve approcciare un uomo, e la comica protagonista del video diceva che la donna non deve fare il primo passo perché, si sa, l’uomo è cacciatore… Apriti cielo: un sacco di commenti indignati su quanto il video fosse da medioevo e riproponesse stereotipi antiquati… Ma avevano ragione? Davvero queste regole sono antiquate e alle soglie del 2017 noi donne possiamo fare il primo passo oppure siamo rimasti all’epoca Flinstoniana in cui gli uomini vanno in giro con la clava in cerca di una preda? Chi aveva ragione: il video o il gruppo?

Entrambi e nessuno dei due! 😉

Diciamoci la verità: essere definita una preda sinceramente non mi piace proprio! >:( Non lo trovo per nulla edificante per una donna essere considerata alla stregua della cacciagione. Non solo, ma se questo concetto funzionasse solo perché agli uomini piace rincorrere, ovvero secondo il principio che desideri ciò che non hai e rincorri ciò che ti sfugge, be’ allora dovremmo fuggire per sempre! Perché sennò una volta che hanno raggiunto il loro obiettivo, dopo un po’ si stuferebbero e andrebbero a cercare qualcos’altro (cosa che per altro spesso succede! 😉 )

E allora? Sharazad mi stai dicendo che chi se ne frega, siamo nel 2017, quindi una donna ormai può fare il primo passo senza problemi e lanciarsi alla conquista di un uomo sfacciatamente?

Ehm… in realtà NO!

Ma… come, come? Hai appena detto…

Ho detto che non credo nella dinamica cacciatore-preda ma non significa che consiglio a una donna di fare il primo passo per conquistare un uomo.

In realtà per motivazioni sociologiche e psicologiche ben più complesse di una sciocca spiegazione pseudo-biologica (ma davvero?!) che rivanga convinzioni dell’era neolitica.

Allora partiamo dal presupposto che la mia ideologia di base è che la maggior parte delle differenze di comportamento tra uomo e donna sono di origine culturale e non biologica (la biologia e gli ormoni influiscono in minima parte sul nostro comportamento). Questa non è una teoria che mi sono inventata campandola per aria, ma è un assunto evidente (oserei dire lampante) se si hanno un minimo di conoscenze in sociologia e antropologia culturale. Soprattutto quest’ultima ha dimostrato come popolazioni con culture molto diverse da quella occidentale hanno modelli di comportamento maschili e femminili abissalmente diversi dai nostri, a volte addirittura opposti (ovvero caratteristiche comportamentali che per noi sono considerate maschili per alcune popolazioni sono femminili). Ma senza andare tanto distante, basta pensare al calcio. Uno sport che in Italia è seguito maggiormente da un pubblico maschile: dovremmo pensare che è insita nel loro DNA la passione per questo sport? E le donne sono naturalmente portate a capirci poco o niente? Smontare questo ragionamento così sciocco e semplicistico, è facilissimo: basta pensare alla nostra mitica e osannata America! Negli States il calcio non se lo caga nessuno e anzi – udite, udite! – è seguito e praticato maggiormente da un target femminile! In realtà le diverse tendenze di comportamento che effettivamente riscontriamo tra uomini e donne, sono solo frutto dell’imitazione. Intorno ai 3 anni, quando i bambini cominciano ad essere consapevoli del proprio sesso, scatta questa fase in cui, tradotto in parole povere, la bambina imita la mamma e il bambino il papà, e da grandi, quando saranno più influenti i coetanei dei genitori, i maschi imiteranno i maschi e le femmine faranno ciò che fanno le altre femmine, continuando a riprodurre modelli di comportamento tipici del loro sesso. Insomma uomini e donne imparano a diventare tali, non ci nascono.

Che c’entra tutta questa pappardella con il primo passo per sedurre un uomo?

Ci arrivo, ci arrivo…

Tutto ciò ha diverse implicazioni nelle dinamiche di seduzione.

  • ciò che ci si aspetta dall’altro sesso
  • convinzioni e credenze (spesso false) sull’altro sesso
  • capacità di seduzione mai apprese

Vediamo questi aspetti nello specifico.

Innanzitutto la reazione dell’uomo che vuoi conquistare è molto soggettiva, dipende da che tipo di uomo è, dalle sue convinzioni profonde sulla seduzione, sulle relazioni e sulle donne. Potresti trovarti davanti all’uomo fermamente convinto che il primo passo spetta a lui. In questo caso vedrebbe il tuo tentativo di approccio come invadente, come una che non rispetta i canoni, una che fa cose strane, una che ha una confusione in testa sui ruoli, una che non si lascia desiderare, e a un tipo di uomo così questo tipo di donne non piacciono. Sì con questa categoria di uomini potrebbe persino valere la spiegazione di uomo cacciatore e donna preda, perché a questi personaggi effettivamente piace inseguire e corteggiare. Ma questa è solo una tipologia d’uomo! Non è che tutti gli uomini siano così! In effetti questo stile è per gli uomini tradizionalisti (per non dire maschilisti, in certi casi), e se anche tu sei una tradizionalista, un uomo così potrebbe anche piacerti. Solo che be’, se lo fossi, probabilmente non saresti qui a leggere questo articolo perché a chi ha avuto una forte educazione tradizionale, voglio dire, l’idea di fare il primo passo manco le viene in mente! Perché lei sa bene che questa è una cosa da uomini, quindi se lui non approccia per primo non è un vero uomo. Ora questa convinzione vale da entrambe le parti: così come alcune donne non apprezzano la mancanza di iniziativa perché la reputano poco “maschile”, alcuni uomini non apprezzano per lo stesso motivo – lo dico in un modo un po’ crudo – le donne che non stanno al loro posto! Certo, detto così, per come sono fatta io, mi verrebbe proprio voglia di provarci per prima: così escludo a priori questo tipo di personaggi maschilisti che di certo non fanno per me. Anche perché se uno invece accetta le avance di una donna, allora vuol dire che è di mentalità più aperta e più compatibile con me.

Questo è il motivo che mi ha sempre portata a fregarmene delle convenzioni e a provarci per prima. Dopo tutto se io voglio una cosa me la prendo, no?

Be’, in realtà non è così semplice, ci sono altre dinamiche che comunque rendono questa mossa azzardata in ogni caso.

Anche se ci troviamo davanti a un uomo che non ha una concezione così rigida dei ruoli, è comunque probabile che faccia il seguente ragionamento: “Se fossi una donna davvero affascinante non ci proveresti, se lo fai è perché sei disperata!” Anche chi non è così rigidamente ancorato ai ruoli e non è nei fatti tradizionalista, comunque, anche se inconsciamente, tenderà a fare questo ragionamento. Anche qui l’esperienza, o il luogo comune, ci insegna che le donne più belle, o comunque più desiderate, hanno una stregua di corteggiatori che ci provano subito appena si siedono o si trovano in qualche locale (anche se poi in effetti, non è sempre così, specialmente al giorno d’oggi, però diciamo che questa è la realtà percepita). È però un dato di fatto che, sempre per il solito discorso che convenzionalmente spetta all’uomo il primo passo, sarà comunque probabile che una donna molto attraente riceva sempre un sacco di proposte. In realtà non è detto perché anche se sei bellissima ma stai sempre in casa, non ci prova nessuno lo stesso, non è che gli uomini ti si calino dal tetto! Oppure non è detto che quelli che ci provano ti piacciano, magari sei di gusti difficili e ti interessano pochi uomini, perciò quando ne vedi uno che – miracolosamente! – ti piace, di certo non vuoi fartelo scappare. Ma poco conta quali siano le tue reali motivazioni, conta ciò che l’altro percepisce di te! Perciò, se tu fai il primo passo, scatta l’equazione: se ci sta provando con me, significa che non se la fila nessuno! In pratica è una sfigata, altrimenti starebbe comodamente seduta ad aspettare le mie avance. Un uomo non capisce perché dobbiate sbattervi a provarci voi, quando potete tranquillamente stare sedute e aspettare che gli uomini si fiondino su di voi come api sul miele.

Anche se di primo acchito gli sembrate carine, vi guarderà con sospetto… “Uhm… che trucco c’è sotto?” Se non può può pensare che siete brutte perché vi trova esteticamente attraenti, allora penserà che siete pazze; in ogni caso, crederà che per qualche motivo, nessuno vi vuole! E la cosa in assoluto peggiore per sedurre un uomo è quello di apparire disperate! Alla disperata ricerca di un uomo per sistemarvi! AAARGGHHHH! Per un uomo, non c’è nulla di meno affascinante di una donna disperata e bisognosa d’amore! Vi rende così poco attraenti!

Ma c’è infine un ultimo punto che può scoraggiare anche gli uomini più aperti mentalmente e anti-convenzionali, anche quelli che non hanno alcun pregiudizio di sorta e che pensano che una donna che ci prova, che fa il primo passo, è semplicemente una donna attratta da loro, né più, né meno. E questo è un motivo di ordine pratico. Sempre collegato a quel discorso iniziale: vi ricordate quando vi ho detto che apprendiamo i comportamenti e gli atteggiamenti tipici del nostro sesso per imitazione? Ecco. Come potremmo mai essere delle brave seduttrici se non abbiamo modelli da imitare? Le donne che hanno successo nella seduzione non sono quelle brave a rimorchiare, a fare il primo passo (al contrario degli uomini, che invece quelli che hanno successo è perché ci sanno fare!), ma quelle che hanno file di corteggiatori sono semplicemente le più belle, che stanno lì e aspettano. Non fanno il primo passo, anzi, non fanno proprio nulla! Non sono delle vere e proprie seduttrici, sono solo belle statuine.

E allora come puoi essere capace ad approcciare un uomo correttamente se nessuno te lo ha mai insegnato, se non hai modelli di riferimento a cui ispirarti? Ne consegue che se non sei capace a fare il primo passo, non lo farai nel modo giusto, commetterai degli errori, esattamente come gli uomini imbranati che ci provano maldestramente. Non è forse vero che quando uno che non ci sa fare attacca bottone, lo trovate estremamente fastidioso o patetico, seppur vi rendete conto che esteticamente non è poi così male? Ecco, agli occhi di un uomo risulterete ugualmente ridicole! Non è un caso che se si chiede agli uomini se a loro piaccia essere abbordati, una risposta comune che salta fuori abbastanza frequentemente è che le donne che lo fanno risultano goffe! Le donne fanno il primo passo, approcciano, in modo maldestro!

 

Bene, capito perché sconsiglio di fare il primo passo? Cosa ne pensi, sei d’accordo? Vorresti però sapere come fare per mostrare il tuo interesse, far capire a un uomo che gli piaci senza risultare ridicola o disperata?

Se sì, fammelo sapere nei commenti qui sotto, o scrivimi a sharazad@mille-una-notte.com. Presto sarà disponibile la mia guida su come attrarre un uomo senza risultare bisognosa. Seguimi qui o sulla pagina Facebook!

 

La settimana scorsa vi avevo promesso questo articolo, ed eccomi qua!

Dunque è da stamattina che rovisto dentro gli armadi e negli scatoloni alla ricerca di un libro:

Potete ammirare una foto di me in questo momento

Ho rovistato fra tutti i libri di psicologia dell’università e perfino del liceo e finalmente l’ho trovato! Il libro di psicologia delle superiori dove era raccontato l’esperimento di cui sto per parlarvi (in realtà è per questo che avete dovuto aspettare questo articolo, perché non sapevo dove reperire l’esperimento 😉 ), tratto dal manuale di J.W.Kinch, Psicologia Sociale [1978, F.Angeli].

La più bella dell’Università

Cinque studenti, dopo un seminario di psicologia sociale, decisero di cominciare a trattare una compagna di corso insignificante e bruttina come se fosse la più bella dell’università. Ciascuno di loro l’avrebbe corteggiata per un periodo, uscendo con lei alla sera e recitando la parte dell’ammiratore. Dopo qualche tempo la ragazza cominciò a curare sempre di più il suo aspetto e il suo modo di presentarsi. Il quarto ragazzo trovò effettivamente piacevole corteggiarla e, quando fu il suo turno, il quinto si sentì rifiutare: era troppo impegnata con ragazzi più interessanti! 😀 La faccenda messa in moto aveva trasformato davvero una studentessa insignificante in una ragazza attraente e convinta di esserlo.

[A.Bianchi, P.Di Giovanni, Psicologia in azione, 1996, Paravia, Torino]

 

Ora questo episodio è usato per dimostrare come si forma il concetto di sé, ovvero la consapevolezza di noi stessi, la rappresentazione che abbiamo di noi stessi, ciò che siamo convinti di essere. Noi acquisiamo questa consapevolezza in relazione agli altri. Se noi non avessimo mai conosciuto persone più atletiche, socievole, belle di noi, potremmo tranquillamente pensare di essere socievolissimi, simpaticissmi, atleticissimi e bellissimi. Poi incontriamo Brigitte Bardot e Usain Bolt e ci rendiamo conto che siamo scarsissimi nella corsa e non siamo poi così belle! 😀 Ovviamente sto semplificando e uso un linguaggio scherzoso per parlare terra terra, ma diciamo che tradotto in soldoni è questo ciò che avviene nella mente. Non solo dal confronto con gli altri, ma il sé si forma anche in base alle reazioni che gli altri hanno nei nostri confronti! Se io faccio una battuta e tutti ridono, mi convincerò di essere una spiritosona e la prossima volta non solo continuerò a fare battute e calcare la mano per confermare questa mia fama di burlona, ma sarò anche più sicura nel farlo e, convinta di far ridere, farò davvero ridere! Perché essere sicuri di noi stessi e convinti di determinate cose, ci porta ad agire di conseguenza, quindi a mostrare una postura del corpo, tono della voce, espressioni facciali che denotano sicurezza e che quindi convincono il mio interlocutore di ciò che sto dicendo o facendo. Nel caso del comico, oltre a raccontare la barzelletta, magari farò facce buffe, gesticolerò con enfasi, tutti fattori che aumenteranno l’ilarità a prescindere dalla comicità reale di ciò che sto dicendo. La stessa barzelletta raccontata con tono monocorde e atteggiamento impacciato non fa poi così ridere! (A meno che le battute non siano estremamente esilaranti come quelle che faccio io! 😀 😀 )

Un’altra peculiarità delle convinzioni che si hanno su di sé è che pensiamo siano immodificabili e stabili nel tempo. Ovvero se siamo così non ci possiamo fare nulla, saremo per sempre così, siamo nati così e moriremo così: “chi nasce tondo non può morire quadrato”, dice un proverbio. Questa è un’altra convinzione sbagliata! Il concetto di noi stessi può essere modificato! E l’esperimento che vi ho narrato ce lo dimostra. La ragazza, avendo dei feedback positivi dagli altri ragazzi, ha iniziato ad autoconvincersi di essere attraente. Una volta diventata consapevole di ciò, ha iniziato a comportarsi come se fosse bella, modificando sia il suo atteggiamento che il modo di rapportarsi agli altri. Ecco, questo è un CONCETTO IMPORTANTE: il mondo attorno a te non cambia per magia ma perché avvii un circolo vizioso, cioè metti in atto una serie di comportamenti che a loro volta causano altri comportamenti che rafforzano il tuo cambiamento iniziale. Ad esempio sei convinta di essere antipatica e tutte le volte che vai al bar a far colazione non parli con nessuno e noti che effettivamente al bar e negli altri locali nessuno ti considera. Vediamo come puoi cambiare questa brutta abitudine generando una spirale positiva: vai al bar a fare colazione come tutte le mattine, ma stavolta sorridi, allora il barista ti sorride di rimando e magari ti butta lì un “salve”, ti rendi conto di non essere poi così antipatica a tutti, così la volta successiva non solo gli sorridi ma gli parli pure, magari giusto due battute e vedi che lui risponde iniziando a chiacchierare con te, cominci a pensare che in fondo anche tu sei simpatica; la prossima volta che vai al bar non sorridi solo al barista ma cominci a guardarti in giro, ora non hai più l’aria cupa di prima e qualcuno attacca bottone con te, ti convinci ancora di più di essere simpatica alle persone, emani questa convinzione, la gente la percepisce e reagisce di conseguenza, inizi a socializzare con tante persone, confermando ancora di più la tua convinzione di essere una persona simpatica e socievole che aumenta la tua sicurezza che attira le persone… in una spirale a catena sempre più crescente.

Ma ATTENZIONE: questo meccanismo funziona anche in negativo! Se hai delle convinzioni negative, che minano la tua autostima, queste influenzeranno negativamente sia i tuoi comportamenti che i tuoi pensieri, che a loro volta influiscono nell’interazione con le altre persone. Ricordati che le persone inconsciamente percepiscono questi stati d’animo: insicurezze, pensieri negativi… È come se emanassi un’energia negativa che la gente percepisce e se ne allontana. Perché nessuno vuole stare vicino a persone negative, giusto? Tutti noi siamo attratti da chi ci fa stare meglio! Esattamente come nell’esempio di prima, se tu pensi: “Sono sfigata, nessuno mi parla”, a tua volta non darai mai ciocco a nessuno o ancora peggio lo guarderai con un’espressione torva che farà fuggire qualsiasi persona ben intenzionata a rivolgerti due parole!

Perciò un primo passo per andare nella direzione del Vero Amore è ELIMINA LE TUE CONVINZIONI LIMITANTI! Ovvero quelle negative: sono brutta, non sono all’altezza… Togliti immediatamente queste sciocchezze dalla testa! E comincia a comportarti di conseguenza!

 

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